I HAVE A DREAM

Sogno il giorno in cui i nostri bambini aprono il loro testo di scienza e vedono per trasparenza le tracce di Dio.

Sogno che la scienza diventi la vera protagonista nelle meditazioni dei bambini, perché fornisce loro una miriade di facce in cui si riflette il volto stesso di Dio.

Sogno che i bambini possano esclamare:

“Non si è mai visto nulla di simile.  Ha fatto vedere i ciechi, ha fatto camminare gli zoppi, ha risuscitato i morti”.

Perché osservare una galassia di centinaia di milioni di stelle, ordinata nella sua spirale, o osservare il film del bambino che si sviluppa a partire da una cellula uovo è meno che vedere risuscitare un morto?

Si dice che Dio non rientra nel campo di esistenza della scienza, per cui la scienza non se ne occupa.

Ma non esiste la scienza, esistono gli scienziati.

E ciascuno di loro si occupa di Dio, in ogni senso.

Nessuno ricerca il dato o la misura del peso o dell’energia per amore della misura, lo fa perché cerca di capire come stanno le cose; cerca una causa e cerca un senso, per la parte ma anche per il tutto.

Einstein sostiene che la ricerca scientifica si fonda su due principi.

Il primo: “la fede in un mondo esterno indipendente dal soggetto che lo percepisce è la base di ogni scienza naturale”. Il secondo: “è certo che alla base di ogni lavoro scientifico si trova la convinzione, analoga al sentimento religioso, che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso”. Einstein è affascinato da questo mistero: “la comprensibilità del mondo”. Lo definisce “un miracolo” perché “sicuramente, a priori, ci si dovrebbe aspettare che il mondo fosse caotico, inafferrabile in qualsiasi modo dal pensiero”.

Invece non è così. Ed Einstein spiega: “la mia religiosità consiste in una umile ammirazione dello Spirito infinitamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con la nostra ragione debole ed effimera, possiamo capire della realtà”. Ratzinger a Ratisbona ha ribadito lo stesso concetto: “la fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata, esista una vera analogia”.
Allora rientra nella logica di chi crede che il mondo funziona con cause ed effetti, quindi collabora alla ricerca della Causa ultima: si occupa di Dio.

Altri si inseriscono in questa logica, ma lo fanno per dimostrare che l’Universo è autosufficiente, basta a se stesso come dice S.Hawking nel Grand Design: “La forza di gravità spiega la nascita del big bang senza ricorrere a Dio”.  Anche in questo caso si occupano di Dio, per negarlo.

Come sorride Whitehead, logico matematico di Cambridge: “queste persone sono curiose: trascorrono la loro vita con un’unica finalità: dimostrare che la vita non ha finalità!”, come a dire: la loro stessa vita smentisce quello che dicono!

Anche la Hack, alla fine, non fa che dichiarare il suo ateismo servendosi di osservazioni scientifiche e non filosofiche.

Dice che la scienza è neutra però alla fine si dichiara atea proprio perché ha studiato il mondo da scienziata e non Lo ha visto!

Il nostro cuore è irrequieto e continua a girare intorno a Lui, per questo è impossibile vivere una vita senza occuparsi di Lui come il centro di tutto.

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2 risposte a I HAVE A DREAM

  1. Andrea Bartelloni ha detto:

    Anch’io ho lo stesso sogno!

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